

colui che cerca.
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-Israele - cronologia della corsa al nucleare
- Colpisce più la lingua (araba) che la spada
- Nomi femminili arabi e loro significato
- Nomi maschili arabi e loro significato
- Enciclopedia dell’Oriente, dalla A alla Z
- Conoscere l'Islam e i musulmani
- 10 cose che tutti dovrebbero sapere dell’Islam
- Intervista a Roberto Hamza Piccardo
- L'identità ridotta ad un burka
- Informazioni di cultura araba
- l'Islam politico. Genesi e motivazioni
- Palestina. Intifada fino alla vittoria!!!
- Cosa c'è dietro il conflitto Afghano
- Pakistan e Afghanistan di Hamza Alavi
- I Taliban: storia e ideologia
- Cronologia del movimento dei Taliban
- Saddam, il nostro buon amico
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- Iran e proliferazione nucleare
- IRNA - Islamic Republic News Agency
- Al Qaeda: risposte sbagliate a problemi reali
- La questione mediorientale vista da Chomsky
- L'Impero visto da Giulietto Chiesa
- Israel Shamir. I suoi scritti
- l'Associazione Rivoluzionaria delle Donne d'Afghanistan
- Thomas Sankara e il Burkina Faso
- Se Dio è uno, perchè tante religioni?
































NON DIMENTICHIAMOLI
http://www.freegaza.ps/english
Zicken
C´è una parola ted
esca, Zicke, intraducibile se non con "rompiballe" che designa quel tipo di donna smorfiosetta, un po´prepotente, permalosa, capricciosa... ecco così sono anche queste due. Si amano ma non si sopportano, si cercano ma si evitano. Zicken, appunto.
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PERCHÈ LI ODIAMO? |
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http://www.informationclearinghouse.info/article17963.htm
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...scritta fotografata a Barcellona tre anni fa, ma sempre attuale....
A volte mi sento come un pacco postale...
Questo atteggiamento verso la vita non mi riesce spesso, però lo ammiro...
"Mai mi ero lamentato della mia sfortuna, mai mi ero arrabbiato per le numerose preoccupazioni abbattutesi su di me ....,fino al giorno in cui mi ritrovai a piedi nudi, e senza denaro per comperarmi delle pantofole.Scontento ed infastidito entrai nella Moschea di Kufa per alleviare il dolore del mio cuore con la preghiera.
E lì vidi un uomo senza piedi.
Allora ringraziai Dio e continuai ad aspettare le mie scarpe con pazienza.“
Sheikh Sadi, Gulistan
Sabato pomeriggio. Alle prese con una traduzione noiosa e urgente. Suona il citofono, è un`amica. Sale, è in lacrime. Problemi col marito, che ultimamente ha reazioni spropositate oppure si comporta da ameba. Parliamo un po`, cerchiamo una „soluzione“. Leggermente più calma, torna a casa. Nei giorni seguenti racconto l`episodio ad almeno tre persone che stimo e che reputo „open minded“. Il commento tipo è „ma non sarà che in quella cultura lì le donne non contano un ca**o e quindi lui la tratta male per quello?“ Ora provate a indovinare da dove viene il marito della mia amica… ovvio, è musulmano e viene dall´Iran… Ora, ma quando la smetteremo di catalogare tutto così a comparti stagni? E BASTA col musulmano geloso, il genovese avaro, l`inglese mylord, la svedese troia, il milanese baüscia, il marocchino spacciatore, l`afgana sottomessa, lo svizzero preciso, il tedesco nazista, il francese altezzoso, il siciliano mafioso, il filippino servile… ma possibile? In ogni caso il marito della mia amica è risultato avere una forte depressione, è in cura e sta meglio.
In sogno, qualcuno veniva da me e mi porgeva una scatolina d`avorio, dicendomi : „Accetta questo dono“.
Quando mi destai, trovai la scatolina sul guanciale ; nell`aprirla vi trovai una perla delle dimensioni di una nocciola.
Di tanto in tanto la mostravo ad un amico o ad un esperto, ai quali chiedevo di esaminare quell`oggetto stupendo. Scuotendo la testa mi rispondevano tutti : „Quale perla? La scatola è vuota“. E io ogni volta ero stupefatto nel sentirli negare ciò che era davanti ai miei occhi. Finora non ho ancora trovato nessuno disposto a credermi, e tuttavia la disperazione non si è ancora impadronita del mio cuore.
Da: „Echi di una autobiografia“ Naghib Mahfuz, 1994
In questi tempi bui e tempestosi (qui ieri vento a 150 kmh, non so se rendo...), una novella che rileggo sempre volentieri.
S`era sparsa la notizia che in un lontano paese c`era un uomo che sapeva volare. Il ricco Mansur decise allora di partire alla sua ricerca per farsi insegnare a qualsiasi prezzo quel meraviglioso segreto. Un segreto, certo , da tenere tutto per sé, per cui partì solo, per prudenza. Tuttavia, giunto in quel lontano paese, per quanto chiedesse, nessuno sapeva dargli le indicazioni necessarie per rintracciare lo straordinario personaggio. Certo, tutti ne avevano sentito parlare, e anzi qualcuno lo aveva anche visto volarsene via davvero, ma nessuno sapeva dove abitasse, e perfino sul suo aspetto le notizie erano contrastanti. Mansur si decise allora ad offrire un premio a quanti potevano fornirgli informazioni sicure, ma neanche questo servì.
Un giorno, mentre era nel bazar della capitale, un vecchio male in arnese, un povero insomma, l`avvicinò e gli chiese : „Sei tu quello che che cerca l`uomo che vola?“. „ Sì, sono io. Puoi dirmi dove posso trovarlo? Ti ricompenserò bene, se lo incontro.“.
„Posso condurti da lui, se vuoi. Prima però andiamo a mangiare e poi ci metteremo in cammino“.
Così fecero, e anzi Mansur gli comperò un mantello e anche un paio di sandali nuovi. Andarono verso nord, passarono il fiume, e a sera presero alloggio in una locanda. Il giorno dopo ripresero il cammino, sempre parlando dell`uomo che volava.
„È ancora lontano?“, chiedeva Mansur.
„No, è proprio vicino ; vieni con me e aspetta“.
Così passarono alcuni giorni e poi una settimana intera, e a Mansur cominciarono a sorgere dei dubbi, nel suo animo si fece strada un sospetto. Quando poi cominciarono a inerpicarsi lungo il fianco di un`alta montagna, non ne poté più e sbottò : „Ma allora, è ancora lontano? È una settimana che ti nutro e ti alloggio. Vorrei sapere quanto manca ancora“.
„Abbi pazienza, ti assicuro che è molto vicino. Ancora un poco.“.
Mansur riprese ad arrampicarsi ansimando, ma ad un certo momento, quando poco mancava alla cima, urlò :“No, ho capito, tu sei proprio un falso compagno, non sai niente ! Mi hai preso in giro per sette giorni solo per essere nutrito e vestito. Giunti sulla cima, mi farai scendere in un`altra valle , e poi ancora su, per per un altro monte, e così via. Sei uno straccione miserabile, va` al diavolo ! Io me ne torno a casa . Certo non darò più retta a favole assurde e a profittatori par tuo“. E così, voltate le spalle al vecchio, prese a scendere dal monte, incollerito.
Il vecchio, con calma, rimase un poco a guardarlo allontanarsi. Poi, voltategli le spalle, raggiunse in pochi passi la cima della montagna e da lì spiccò il volo nel limpido cielo azzurro.
Da: „Saggezza islamica – le novelle dei sufi“ Gabriele Mandel, ed. Paoline, 1992
I biscotti di Natale
Una delle cose più carine del paese che ormai da anni mi ospita, è questa faccenda dei biscotti di Natale.
Verso metà novembre i supermercati allestiscono scaffali appositi su cui si trovano mandorle in tutte le fogge, nocciole, pistacchi, vanillina, cioccolati vari, zucchero a velo ecc. ecc.
I primi tempi non capivo a cosa servisse tutta sta roba, guardavo i carrelli delle massaie locali che si riempivano di burro, farina, zucchero e innumeri pacchetti dei suddetti ingredienti e la mia faccia sembrava un punto interrogativo. Poi, a scuola, ho iniziato a intuire. L`ultimo giorno prima delle vacanze natalizie "le mie signore" arrivavano tutte o quasi con dei sacchettini trasparenti pieni di biscottini di tanti tipi diversi, come omaggio germanico per celebrare la festa. Ah, ecco, ora i conti tornano. E ho scoperto che è un po`uno sport nazionale quello di fare i biscottini nelle settimane dell`Avvento, tipicamente di sabato,
quando fuori fa freddo e il forno acceso da`una certa soddisfazione non solo gastronomica.
E mi ha contagiato sta storia, ora i miei dieci tipi li faccio anch`io…
- Nucleare, la verità dell'Iran. Intervista ad un esponente del governo
-ElBaradei - Intervista sullo stato del TNP
- Alla mia collera e alla mia fame!
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